
Anche aspettando l'"R" alle 19.00 si possono trovare spunti per il proprio blog.. Un paio di sere fa, mi è capitato di sentire due ragazzi africani che parlavano del problema AIDS in Africa. Tutto ciò ha rimandato alla mia mente il corso sull'AIDS, al quale ho partecipato un paio di anni fa. Dato che l'ho trovato molto interessante, ho pensato di fare un piccolo "Bignami" di ciò che ho appreso e che sicuramente avremo la possibilità,in futuro, di approfondire meglio!
In Africa il numero dei sieropositivi è molto elevato. I bambini che ogni giorno muoiono di AIDS contraggono il virus dalla madre per via verticale: durante la gravidanza, al momento del parto o durante l’allattamento.. La trasmissione madre-figlio potrebbe ridursi nel caso in cui la madre sia sottoposta ad idonea terapia durante la gravidanza e partorisca con parto cesareo; ma tutto ciò in Africa non è possibile. Le donne contraggono il virus attraverso rapporti non protetti e lo trasmettono al figlio.
È proprio in Africa che all’inizio degli anni 70 si riscontrarono le prime persone affette dal virus. In seguito nel 1981 in America cinque giovani uomini versavano in inusuali condizioni mediche a causa della grave compromissione dei loro sistemi immunitari. Chi si occupò del caso scoprì che tutti questi uomini erano sessualmente coinvolti con altri uomini e che condividevano lo stesso gruppo di partners sessuali. Questo gruppo di casi fu tra i primi ad essere diagnosticato con il termine di AIDS(Sindrome da Immuno Deficienza Acquisita). Adesso si parla di circa 5 milioni di persone che avrebbero contratto il virus. Inizialmente caratterizzata come una malattia degli omosessuali o di chi faceva uso di droghe per via endovenosa, oggi la realtà epidemiologica dell’HIV è ben diversa. Gran parte delle nuove infezioni avviene tramite rapporti eterosessuali e in persone comprese trai 25 e i 39 anni. Statistiche recenti indicano che c’è stato un salto non controllato nella trasmissione dell’HIV per quanto riguarda l’Europa. Anche nell’Europa dell’Est, per esempio, oltre ad innumerevoli cause dovute allo stato di maggiore povertà e assenza di speranze in cui vivono molte popolazioni e che induce le persone ad intraprendere comportamenti a rischio come uso di droghe o prostituzione e violenza, sta prendendo campo la trasmissione tra eterosessuali. Nei paesi Asiatici lo sviluppo dell’HIV è strettamente legato all’industria del sesso, come nel caso della Tailandia che è stato molto esplosivo. Qui e nelle altre regioni vicine (Vietnam, Cambogia), la chiave dell’epidemia è stata la presenza di un gruppo di donne molto attive sessualmente che ha spanto l’infezione a uomini con cui sono venute a contatto, i quali a loro volta l’hanno trasmessa alla popolazione generale.
L’incidenza delle malattie sessualmente trasmesse era in declino tra gli anni ’80 e gli anni ’90 e rifletteva i cambiamenti nel comportamento sessuale in risposta all’epidemia di HIV. Il nuovo aumento di queste malattie a partire dal 1994 suggerisce che queste modificazioni e attenzioni nei comportamenti non siano state poi a lungo sostenute.
Secondo il SIMI (Sistema Informatizzato Malattie Infettive) in Italia il maggior numero di sieropositivi si trova in Lombardia(con il 6.5% della popolazione affetta), segue al secondo posto l’Emilia Romagna (5.8%), al terzo la Toscana(3.7%)ecc..
I test attualmente impiegati per rilevare lo stato di sieropositività sono due:
• Il test ELISA (gratuito e più pratico)
• Il WESTERN BLOT (costoso e praticato solo in casi particolari)
L’ HIV infetta persone di tutte le età e il 90% delle persone colpite si trova in un età compresa trai 15 ei 44 anni.
L’infezione è trasmissibile: per via sessuale, sia omosessuale che eterosessuali, anche urogenitali.
Il virus è presente nello sperma e nelle secrezioni vaginali quindi ogni rapporto sessuale non protetto è a rischio di infezione. Per via ematica:scambio di siringhe, trasfusioni di sangue infetto, aghi non sterilizzati..
Per via verticale:dalla madre al figlio. Il virus penetra nell’organismo attraverso lesioni e ferite ben evidenti della cute o delle mucose o tramite microlesioni, talora invisibili ad occhio nudo. Il virus è poco resistente a temperatura ambiente e viene inattivato dai comuni disinfettanti tipo: alcool, ipoclorito e formaldeide.
Il preservativo è l’unica reale barriera protettiva per difendersi dall’HIV.
È sieropositiva una persona che presenta gli anticorpi contro il virus dell’HIV.
Il sieropositivo non è malato di AIDS e non necessariamente si ammalerà in futuro. Egli è solo portatore asintomatico e non presenta quindi sintomi di malattia ma può contagiare altre persone. Un malato di AIDS è invece un paziente all’ultimo stadio.